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lunedì 13 maggio 2013

News dal mondo IUTA ultramarathon e ultratrail

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Dopo quella di Faenza, si è svolta anche a Firenze la presentazione ufficiale della 41° edizione della 100 Km del Passatore, valida come Campionato Italiano Fidal di specialità, in programma il 25 e 26 maggio. Alla conferenza stampa sono intervenuti il vice sindaco e assessore allo sport di Firenze Stefania Siccardi, l’assessore allo sport di Faenza Maria Chiara Campodoni e il presidente della ‘100 Km’ Elio Ferri. Favoriti il sette volte vincitore della corsa Giorgio Calcaterra e l’ucraino Evgeni Glyva (4°nel 2010), tra gli uomini; Paola Sanna (due vittorie e tre secondi posti) e l’esordiente russa Nadjezda Shikanova, tra le donne. 
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Lo statunitense Jon Olsen, con circa 271 km, è il nuovo Campione Mondiale della 24 Ore. Il podio della gara iridata di Steenbergen in Olanda vede sul secondo gradino del podio il connazionale John Dennis (264 Km circa) e sul terzo il tedesco Florian Reus (261 Km) che si è quindi laureato Campione Europeo. I migliori azzurri sono stati Tiziano Marchesi (12° con circa 246 Km), Stefano Montagner (15° con 241 Km) e Paolo Rovera (34° con 231 Km). Tra le donne vittoria della giapponese Mami Kudo con circa 253 Km, seconda la statunitense Sabrina Little (245 Km) e terza la connazionale Suzanna Bon (236 Km). Le migliori azzurre sono state Luisa Zecchino (15° con 220 Km), Monica Barchetti (19° con 218 Km) e Virginia Oliveri (30° con 210 Km). Nuova Campionessa Europea la francese Anne Marie Vernet con 229 Km. Scarica di seguito tutti i risultati.
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Manca pochissimo al Campionato del Mondo della 24 Ore, in programma l'11 e 12 maggio a Steenbergen in Olanda. Di seguito la lista degli azzurri, reduci dal recente raduno svolto a Padova, convocati per questo importante appuntamento internazionale. Ne fanno parte 9 uomini e 8 donne. Clicca QUI per scaricare il Media Report della Iau e QUI per il programma della conferenza medica del 10 maggio.


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Nella riunione del 25 gennaio 2013, il Consiglio Federale della FIDAL ha deliberato di rendere disponibile il cartellino giornaliero di partecipazione alle gare della Federazione anche nelle gare di Ultra Trail oltre a quelle di Ultramaratona (quelle su strada erano infatti già oggetto di questa normativa).
Sul sito www.fidal.it, così come sul nostro sito (nella sezione MODULI/NORMATIVE/CLASS) è pubblicata la normativa 2013 e il nuovo modulo da utilizzare, che qui per comodità rendiamo disponibili:      normativa           modulo
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Pubblichiamo un'analisi del coordinatore Iuta per la specialità dei 100 Km Maurizio Riccitelli (nella foto sul terzo gradino del podio insieme alle atlete azzurre) sui recenti Campionati Europei disputati a Belves in Francia. Un racconto che contiene elementi tecnici, ma dal quale traspare anche l'aspetto emotivo vissuto dalla squadra azzurra in questo importante appuntamento internazionale.



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In vista della la 6 Ore individuale e della 6x1 ora a squadre, in programma sabato 8 giugno 2013 a Brenno di Costa Masnaga, si precisa che il percorso dd gara, pur misurato, non sarà omologatoquindi i risultati non potranno essere statisticati, né a livello nazionale, né a livello internazionale”. Clicca QUI per scaricare il volantino della manifestazione, che sarà valida come nona prova del Grand Prix Iuta di Ultramaratona.

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Mancano circa due settimane al Trail del Monte Soglio, giunto alla sua quinta edizione, in programma il prossimo 25 maggio. La gara (63 Km 3500 D+) sarà valida come Campionato Italiano Iuta di Ultra Trail distanza media. Prevista anche una gara più corta di 26 Km e 1400 D+. Clicca QUI per scoprire le ultime notizie.
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Presentata anche a Firenze la 100 Km del Passatore. Gli iscritti verso quota 1.900

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Presentata anche a Firenze la 100 Km del Passatore. Gli iscritti verso quota 1.900
Dopo quella di Faenza, si è svolta anche a Firenze la presentazione ufficiale della 41° edizione della 100 Km del Passatore, valida come Campionato Italiano Fidal di specialità, in programma il 25 e 26 maggio. Alla conferenza stampa sono intervenuti il vice sindaco e assessore allo sport di Firenze Stefania Siccardi, l’assessore allo sport di Faenza Maria Chiara Campodoni e il presidente della ‘100 Km’ Elio Ferri. Favoriti il sette volte vincitore della corsa Giorgio Calcaterra e l’ucraino Evgeni Glyva (4°nel 2010), tra gli uomini; Paola Sanna (due vittorie e tre secondi posti) e l’esordiente russa Nadjezda Shikanova, tra le donne. 
Nella sala incontri di Palazzo Vecchio è stata presentata la 41^ edizione della “Firenze-Faenza”, valevole per assegnare i titoli italiani assoluti Fidal 2013 della specialità 100 chilometri su strada (è la 13^ volta che accade). L’ultramaratona, organizzata dalla omonima associazione faentina, in collaborazione con le amministrazioni comunali di Faenza e Firenze, il consorzio Vini di Romagna, la società del Passatore, l’Uoei, i comuni di Fiesole, Borgo San Lorenzo, Marradi, Brisighella e la Provincia di Ravenna, si avvale della partnership di Banca CR Firenze, nonché di Banca di Romagna, Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza, Antarex, Friliver-Bracco, Coop Adriatica, Gruppo Hera, Ctf, Moreno Motor Company, Decathlon, Natura Nuova e Saucony, sponsor tecnico della corsa.
Clicca QUI per scaricare il comunicato relativo agli eventi collaterali.
Alla conferenza stampa, insieme a Elio Ferri, presidente della “100 Km”, sono intervenuti, tra gli altri: Stefania Saccardi, vice sindaco e assessore allo sport di Firenze, Maria Chiara Campodoni, assessore allo sport di Faenza, e i rappresentanti di Banca CR Firenze, da cinque partner toscano della corsa. Tutti i relatori, insieme al significato sportivo, tecnico ed agonistico della “Firenze-Faenza”, ne hanno riaffermato come sempre il valore sociale, in particolare quale evento di collegamento fra le due città d’arte e le rispettive regioni, dalla grande tradizione culturale ed economica.
Il “Passatore”, come noto, continua ad essere l’ultramaratona di maggior tradizione e prestigio internazionale tra le oltre 800 che si disputano ogni anno in tutto il mondo, anche quale strumento di promozione del podismo, dell’ambiente e delle relazioni tra i popoli. Lo conferma anche il numero degli iscritti. A dodici giorni dalla partenza (sabato 25 maggio, ore 15.00, da via de’ Calzaiuoli), con possibilità di registrarsi fino al 18 maggio, risultano oltre 1.900 gli atleti attualmente iscritti (all’edizione 2012 sono partiti in 2.035), tra cui 1.087, tesserati Fidal, duecentonove donne ed un centinaio di atleti provenienti da 22 paesi esteri (Australia, Austria, Belgio, Equador, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Israele, Kazakistan, Norvegia, Paesi Bassi, Russia, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Ucraina e Vietnam). Pettorali e pacchi gara verranno consegnati a partire dalle ore 11.00 di sabato 25 maggio, nel gazebo dell’associazione, allestito in piazza degli Strozzi.
Insieme a Giorgio Calcaterra, campione italiano in carica e, come noto, vincitore delle ultime sette edizioni della corsa, oltreché recordman della stessa (6:25:46), fanno parte del lotto dei favoriti: l’ucraino Evgeni Glyva (4° del 2010), i russi Dmitry Tsyganov (2° nel 2010, 4° nel 2011 e 3° nel 2012) e Alexej Izmailov (6° nel 2010, 10° nel 2011 e 8° nel 2012), e gli italiani Marco D’Innocenti (2° nel 2006, 2007 e 2009, 5° nel 2010) e Antonio Armuzzi (7° nel 2012 e 20° ai recenti campionati europei di specialità). Tra le donne, assente Monica Carlin (vincitrice lo scorso anno a suon di record), si segnalano la bergamasca Paola Sanna (vincitrice nel 2005 e 2007, 2^ nel 2006, 2008 e 2009, 3^ nel 2012) e l'esordiente russa Nadjezda Shikanova. Sarà al via, dopo 17 anni dalla sua ultima partecipazione, anche la 39enne russa Irina Petrova, quattro volte vincitrice della corsa negli anni ’90: per la cronaca, nel 1992, ‘93, ’94, e ’96.
Confermato il controllo degli atleti (col consueto ‘chip elettronico’), effettuato dai giudici Fidal, tramite sei postazioni fisse e mobili, per garantire il regolare svolgimento della gara da parte dei partecipanti. Per quanto riguarda i premi della ‘Cento’, oltre a quelli di classifica, sono previsti i titoli Fidal, assoluti e master, questi ultimi con otto categorie femminili (l’ultima, la “over 70”) e dieci maschili (l’ultima, con atleti di oltre 80 anni). Previsti altresì riconoscimenti: per i recordman maschile e femminile; per i gruppi podistici; per il vincitore del GPM “Francesco Calderoni”, assegnato dall’Uoei al fondista che transiterà per primo sul Passo della Colla di Casaglia (913 metri slm, al 48° km), giungendo poi al traguardo di Faenza; per il miglior esordiente, assegnato dal gruppo sportivo della ”Cento”, nonché il Trofeo Elio Assirelli, istituito alla memoria del presidente dell’Associazione scomparso nel 2009, che sarà assegnato alla prima donna. La corsa sarà trasmetta in diretta radiofonica (ore 15.00) da radio RCB (frequenze 101.3 e 103.9) e in diretta tv (ore 18.00) dall'emittente Tele1 (frequenza ch. 45); riprese e servizi anche da Rai, emittenti locali e siti web. 
                                                     L’Ufficio Stampa

domenica 12 maggio 2013

mercoledì 8 maggio 2013

Passatore, non solo una gara ma soprattutto una festa.

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Passatore 2012, non solo una gara ma soprattutto una festa.  di Giorgio Calcaterra
Il Passatore per me è il Passatore, non è una gara di 100km, è molto di più, è una festa. Sono ormai sette anni che la corro, ed è sempre un carico di emozioni. Quest’anno ci sono arrivato senza grandi problemi, ho cercato di allenarmi bene, di arrivare a Firenze con largo anticipo e di godermi al massimo quei 100 bellissimi km che mi separavano da Faenza. Le ultime due ore prima della partenza sono state molto belle, fotografie, strette di mano, scambi di in bocca al lupo e qualche intervista, come dicevo prima è stata una festa, anche il sindaco di Firenze è venuto a farci l’in bocca al lupo e a stringermi la mano. Poi, il conto alla rovescia e via, si parte! I km nel centro di Firenze scorrono velocissimi, la gente applaude, molti mi chiamano per nome e io mi ritrovo per qualche centinaio di metro da solo. Dopo poco arriva un altro atleta, Colnaghi, so che è un buon maratoneta, ci ho corso altre volte e ci salutiamo amichevolmente. Pietro mi dice che è alla sua prima cento e che vuole farmi compagnia fino al passo della Colla e poi valutare se fermarsi o proseguire rallentando. Intanto arriviamo al quinto km, 19’ 33”. Dopo poco ci sorpassa un ragazzo russo che orami conosco da anni, il suo passo è deciso e in certi momenti riesce anche a prendere qualche metro di vantaggio, ci tenevo a correre la prima parte della gara in maniera tranquilla, ma per rimanere con il gruppo di testa non ho potuto farlo. Secondo cinquemila, tutto in salita, 21’ 06”. Sapevo di rischiare un po’ forzando, ma al Passatore c’è una gara nella gara, il traguardo volante in cima alla Colla, e nella prima parte di gara ho pensato anche a quello. Il ragazzo Russo nel frattempo ha lasciato la nostra compagnia e noi facciamo il terzo diecimila in 19’ e 51”. Colnaghi nonostante quello che mi aveva detto, tirava, sembrava che cercasse di staccarmi, e io preferivo non lasciarlo. Al 34 km mi ha preso una decina di metri di vantaggio, e lì forse mi sono giocato un po’ il crono finale, si perché ho reagito di impulso, l’ho raggiunto e ho cominciato ad aumentare l’andatura, ho forzato un po’ e sono arrivato in cima abbastanza stanco. In discesa non sono riuscito a correre bene e il distacco si è ridotto fino ad arrivare a 40 secondi. Ho reagito di nuovo e pian piano ho guadagnato secondi, ma Pietro non ha mollato, e ogni tanto il vantaggio diminuiva. La mia corsa non era rilassata, ogni tanto mi sentivo molto debole e chiedevo un carbogel , forse questa volta ho mangiato troppo poco. A colazione mezzo cornetto, un cappuccino e un terzo di baguette con la marmellata, a pranzo nulla, mezz’ora prima di partire una gelatina presport. Al 35km il primo carbogel e al 55km il secondo. Meno rispetto al solito. Rispetto ad altre gare ero meno lucido, non riuscivo a rispondere a tutte le battute che mi facevano e notavo di correre con la bocca abbastanza aperta come a voler prender più aria possibile. Il mio vantaggio superava i due minuti, ma io non mi sentivo sicuro. Nel frattempo il tifo della gente continuava e mi caricava e mi ha fatto anche molto piacere vedere il sindaco di Faenza sorpassarmi in bicicletta e salutarmi. Al’88km i minuti che avevo di vantaggio erano quattro e io continuavo con il mio passo, un passo non in spinta ma costante. La gente ai lati delle strade mi chiama per nome, alcuni avevano dei cartelli con il mio nome scritto, l’emozione era tanta. Mi dicevano parole bellissime e io non mollavo, e km dopo km sono arrivato al 99esimo km, lì finalmente mi sono sbloccato, sentivo veramente il traguardo vicino e ho cominciato a giocare e a salutare, aumentando l’andatura e guardandomi a destra e a sinistra e così in poco tempo taglio il traguardo. Non sentivo più la stanchezza, avevo voglia di saltare e di abbracciare tutti quelli che mi avevano aspettato a l’arrivo. Non ho visto neanche il tempo che ho fatto, ma sapevo che è sopra le sei ora e quaranta, non un granché rispetto alle mie tre ultime 100km ma va bene lo stesso. Salgo sul palco, si stappa la bottiglia come gli altri anni, e poi vado al ristoro e a cambiarmi. Incontro il mio caro amico Carlo che come ogni anno è venuto ad aspettarmi, ho bevuto qualcosa e poi via all’antidoping. Questa volta ci hanno fatto il doppio controllo, sangue e urine, finalmente! Per riuscire a fare la quantità sufficiente di liquido da analizzare, ho bevuto tre birre, un po’ mi sentivo brillo, ma giusto quel po’ che mi ha dato allegria. Ringrazio Veronica, per avermi fatto assistenza prima, durante e dopo la gara, dandomi quella tranquillità che mi ha permesso di vincere. Alle 2 e 40 finalmente sono arrivato in albergo, mi sono cambiato, messo a letto e nel giro di due secondi mi addormentato. Ho vinto il mio settimo Passatore, è solo una vittoria in più, ma per vuol dire molto, vuol dire che ho ancora la salute, la fortuna e la voglia di andare avanti, so che non ho fatto nulla di straordinario, sono stato solo costante e fortunato, ma sono contento proprio di questo. Grazie Papà per avermi regalato questa bella passione e grazie mamma, se ho vinto è anche merito tuo.
2011
Giorgio Calcaterra
Il mio sesto Passatore.
Quest’anno è stato per me un anno un po’ particolare, un anno nel quale un grosso infortunio ha modificato la mia vita… Ho difficoltà a guidare la macchina, ad alzare un peso, a piegarmi in una certa maniera, ma per fortuna non ho difficoltà a correre… Correre mi riesce bene, quando corro non sento dolore… Così ho rinunciato a varie terapie che potevo fare, e mi sono cominciato a preparare ad una gara che amo moltissimo: il Passatore. Negli ultimi mesi non sono riuscito a correre molto forte, le mie gare venivano sempre più lente dello scorso anno, in maratona avevo perso almeno 4 minuti e secondo un calcolo approssimativo, nella cento avrei perso almeno 12minuti. Io speravo di scendere sotto le sette ore, ma sapevo che era difficile! Ma mi sono detto fin dall’inizio che l’importante sarebbe stato provarci! Così sabato pomeriggio sono andato a Firenze, con quell’obbiettivo. Non pensavo troppo alla vittoria, pensavo fosse impossibile, ma volevo provare ad onorare quella bellissima gara che tanto mi ha dato! Qualche piccolo cambiamento l’ho fatto, rispetto all’anno passato per esempio ho mangiato meno, volevo arrivare alla gara leggero e reintegrare le energie durante il mio viaggio. Ho fatto colazione alle nove e trenta con sei fette biscottate, un cappuccino con un cornetto e una tazza di latte e cereali, po ho preso una gelatina un’ora prima della partenza, insomma, colazione abbondante ma niente pranzo. Così è andata, sono partito sentendomi leggero e vitale, il pensiero è andato subito allo scorso anno, quando in partenza facevo smorfie di dolore per la mia contrattura alla schiena e non riuscivo a tenere il passo dei primi… Ricordo il magone che avevo, la paura di non farcela, ma ricordo anche la determinazione ad arrivare, magari in 20 ore, magari di passo, ma volevo arrivare! Lo scorso anno in realtà la mia contrattura si sciolse con il passare dei km ed io sono riuscito a vincere la gara, ed alla fine, incredibile ma vero all’arrivo la mia schiena era meglio che alla partenza.  Ora voglio  però scrivere di quest’ anno… un’edizione difficile, con molti concorrenti temibili. Sono partito con molta voglia di correr e già dai primi metri ho preso il mio ritmo senza pensare a tattiche o agli avversari. Con me solo Emanuele Zenucchi, ottimo maratoneta all’esordio su questa distanza. Pensavo partisse forte e questo mi dava un p0′ di preoccupazione, invece per fortuna il suo ritmo è stato giusto e devo ringraziarlo per i 10 km di compagnia. Dietro di noi c’era Alberico di Cecco, sembrava non volesse raggiungerci e manteneva sempre quella ventina di metri dietro di noi.  Per i primi 10km ho avuto abbastanza caldo, ma poi per fortuna le condizione climatiche sono migliorate e anche se c’è stato un p0′ di vento contrario, devo dire che il clima è stato dalla parte di noi atleti. Per me il Passatore non è una singola gara, ma c’è la gara nella gara, ovvero il gran premio della montagna. La prima salita, quella di Fiesole (Vetta delle Croci) è passata via velocemente poi pian piano siamo scesi fino a Borgo San Lorenzo dove cominciavano i 13/14 km di salita… Dove cominciava la mia prima  gara.  Di Cecco nel frattempo mi ha affiancato e circa al 43esimo km mi ha staccato. Io avevo preso da poco dei carboidrati liquidi ma non avevo bevuto acqua e mi avevano dato leggermente fastidio, non sono così riuscito a rispondere all’attacco. Dopo circa 500 mt riesco a bere dell’acqua e pian piano mi riprendo, aveva una sessantina di metri su di me, in salita non sono pochi… ma ci ho provato, ho spinto un p0′ sull’acceleratore e con mia grande sorpresa, sono riuscito a raggiungerlo e a staccarlo di circa 40 secondi… mi sono così goduto la vittoria della mia prima gara, il gran premio della montagna. Mi sono buttato in discesa con la voglia di correre, ma con la consapevolezza che era troppo presto per spingere a fondo e che forse dovevo approfittare della discesa per recuperare un po’. Sapevo che il secondo era vicino, ma non mi importava, sapevo che forse era meglio se mi raggiungeva e se correvamo per un p0′ insieme. Credo mi abbia raggiunto al 55esimo km e per 20km abbiamo corso vicino,  a dire il vero, ogni tanto lui si staccava, ma credo solo perché io facevo dei piccoli cambiamenti di ritmo. Al 74esimo km Di Cecco ha accelerato un po’ e io l’ho seguito fino al 75esimo, quando ho deciso anch’io di fare un piccolo allungo.  A quel punto sento il tifo, mi dicono vai, insisti ora, io penso: è assurdo, mancano ancora 25km, è troppo presto… La mia mente pensava razionalmente, ma le mie gambe e il mio cuore mi hanno detto di andare e io senza neanche rendermene conto, ho cominciato a spingere, a correre, finalmente senza tenermi… finalmente libero! Il distacco non aumentava di molto, e pensavo che Di Cecco mi riprendesse presto, ma io non stavo gareggiando solo contro di lui, io stavo correndo per il mio tempo, stavo correndo per il mio personale e allora, al diavolo tutte le tattiche… dovevo correre, andare come potevo! Perché l’ho sempre detto e lo ribadisco ancora una volta il personale è la cosa che mi gratifica di più, più di una grande vittoria. Gli ultimi 10 km  ho avuto un piccolo rallentamento, ma i muscoli si erano induriti e sapevo che ormai il vantaggio dal secondo era superiore ai 2 minuti… Quindi ho spinto, mantenendo la concentrazione e sapendo che fino a un metro prima dell’arrivo, la gara non è finita e tutto può succedere. Sono arrivato un po’ stanco e affamato, meno vivace rispetto agli anni passati, ma felice e soddisfatto. Sono salito sul palco, ho stappato la mia bottiglia di spumante e firmato diversi autografi, ma devo dire la verità non mi sentivo in piena forma… poi mi hanno accompagnato all’antidoping, per fortuna ho mangiato due cornetti e mi sono ripreso… Forse qualche barretta in più, o chissà uno dei miei amati cornetti presi in gara mi avrebbe fatto arrivare un po’ più vispo! Ora sono passate più di 36 0re dalla fine della gara, i muscoli delle mie gambe sono leggermente doloranti, ma mi sento rilassato e in forza! Ancora non ho corso, non so se oggi lo farò, ne avrei molta voglia, ma non forse non è il caso di accelerare i tempi, voglio riprendermi bene e ricominciare a correre senza dolori e con il solito piacere di sempre. Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno tifato per me, che con il loro sostegno mi hanno spinto verso il traguardo, ringrazio chi mi aiutato in gara, con il supporto di qualche parola o di una boccetta d’acqua. In particolare ringrazio Veronica che mi ha fatto assistenza per tutta la gara e che pazientemente mi ha passato le barrette, i carboidrati liquidi, l’acqua e la cola e che con il suo tifo mi ha dato forza e voglia di correre. Per ora non ho programmi per le mie prossime gare, vorrei divertirmi in gare veloci, ma un pensiero c’è anche al mondiale di settembre…
1973
Io, Romano Baccaro

mercoledì 1 maggio 2013

Classifiche podismo Aprile 2013

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Il sogno di Marina ora può continuare: «Un altro mondiale»

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Ultramaratona. La Zanardi racconta il bronzo europeo e a fine ottobre con l’Italia difenderà il suo titolo

FERRARA. «Pensa quando sarò grande cosa potrò raccontare...». Marina Zanardi entra in redazione e si mette a fotografare le pagine della Nuova che parlano delle sue imprese. Ha appena salito quattro rampe di scale e i muscoli delle sue gambe li hanno sentiti: «Dovevi vederci salire sull’aereo dopo la gara, la gente pensava “ma che Nazionale è?” Dopo prendo l’ascensore...».
I 100 chilometri corsi sabato a Bélves, al campionato europeo di ultramaratona, si sentono tutti, adesso. Ma la medaglia di bronzo vinta con la Nazionale è un premio sufficiente per sopportare questo piccolo effetto collaterale.
Marina, cosa si fa dopo aver corso 100 chilometri?
«Si festeggia, appena ci si riesce, e poi si mangia. Sabato è andata così. Il giorno prima uno dello staff ha fatto la ricognizione sul percorso: non ci ha svelato tutto, non voleva impressionarci, ma il “Passatore” è più facile. Fatta questa, fatte trutte: è stato come correre una Strasimeno più una Pistoia-Abetone. Per carità, percorso incantevole... per andarci in vacanza, magari in moto!».
Parliamo della tua prestazione.
«Secondo l’allenatore, al netto delle salite, il tempo è stato più o meno lo stesso dell’anno scorso al mondiale di Seregno (dove la Zanardi vinse l’oro individuale, ndr). Sono soddisfatta della prestazione, anche perché a Ferrara non ho percorsi collinari su cui prepararmi. L’anno scorso l’ultimo giro ho incrementato la velocità, quest’anno gli ultimi chilometri ero a pezzi. E anche la pipì: l’anno scorso l’ho fatta una volta in corsa, quest’anno 5 volte da ferma...».
Come mai? Eppure avevi imparato...
«Abbiamo mangiato le cose meno adatte, il menù non era adeguato. Anche questo è stato molto folkloristico».
Hai corso sola o in compagnia?
«Con Barbara Cimarusti, la campionessa italiana sulla 50 chilometri: abbiamo tempi simili sulla maratona, per lei era la prima 100 chilometri, ho dovuto fare io l’esperta... Poi sapevo che sarebbe andata via: stava bene, era preparata e motivata, già alla Strasimeno aveva dimostrato di essere più veloce di me. Agli 80 chilometri lei ha tenuto lo stesso ritmo, io ho calato».
Allora, come sono stati gli ultimi 20?
«C’era la determinazione per arrivare, però ero stanca: sono arrivata con il cuore, non con le gambe. Sapevo di non avere la preparazione dell’anno scorso, che mi ha fatto arrivare bene, questa l’ho sofferta».
Cosa si pensa in tutto quel tempo?
«Che stai vestendo una maglia azzurra e qualsiasi cosa succeda, arrivi. Prima di partire il presidente ci ha chiesto solo una cosa: “Arrivate”. E’ giusto così, sei stato selezionato per rappresentare l’Italia, devi arrivare, se non sei morto».
Intanto in Italia Josefa Idem, tedesca di nascita, è diventata ministro dello Sport...
«Quando è venuta al Cus non c’ero, ma sapere che era lì faceva effetto: è una plurimedagliata olimpica, sicuramente una persona che ammiro tanto. Il fatto che sia diventata ministro dello sport fa molto piacere».
E Cecile Kienge, di origine congolese, è pure entrata nel governo: tu che hai rapporti internazionali, come giudichi queste novità?
«È bellissimo, la mente si apre, ma è un’apertura che ho la fortuna di avere da tempo: impari ad apprezzare, a cogliere tutte le cose che possono arricchirti come persona, per renderti poi migliore. All’inizio non è facile, hai le tue costruzioni mentali, la prima reazione è criticare, perché non ti riconosci nella cultura altrui e senti che il tuo modo di essere è quello giusto e bello, invece dipende dalla tua educazione e dalla conoscenza. Quando vivi altri mondi e ti metti in discussione, assimili tanti altri input, hai una visione più ampia del mondo e questo ti porta anche a essere più tollerante. E sorridi di più, vedi cose che prima non sopportavi e le vivi come sono, perché sono belle così».
Torniamo all’europeo di Bélves. Scaramanzie?
«Una mia amica, Barbara, è tornata a Londra e c’era anche l’anno scorso: diciamo che mi ha fatto piacere... Poi, le unghie azzurre, ma è stato più un gioco, come i bracciali tricolori, che un’altra mia amica, Annì, ha fatto per tutta la Nazionale. E ancora, le borracce con la scritta “never give up”. Ma quello che conta è il supporto di tutte le ragazze della palestra, lo stesso calore dell’anno scorso, tante persone che mi hanno pensata quel giorno, i tanti messaggi... tutti mi hanno accompagnata con la stessa carica di sempre, perché ci sosteniamo a vicenda».
E adesso c’è all’orizzonte il mondiale, fra fine ottobre e inizio novembre a Durban, in Sud Africa.
«Aver corso l’europeo con così poco tempo per prepararlo e aver ottenuto un risultato così importante mi ha dato un’energia esagerata per iniziare, fra un po’, la preparazione al mondiale e per farlo bene».
Saranno altri 100 chilometri...
«Non ti accorgi di farne 100, di correre per 8 ore: in gara non hai la percezione del tempo che passa, te ne capaciti dopo, ripensandoci. Invece, si sente l’allenamento, il lungo, la 70 chilometri. Ma quando sei in gara è come fare un viaggio, una vacanza, e la stai vivendo».
Come ti preparerai?
«Adesso ci riposiamo, poi il lavoro per velocizzare il ritmo: mancano 6 mesi, non si può fare tanto».
di Sergio Armanino
©RIPRODUZIONE RISERVATA - http://lanuovaferrara.gelocal.it
01 maggio 2013

martedì 30 aprile 2013

Campionato Europeo dei 100 Km disputato a Belves (Francia)

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Campionato Europeo dei 100 Km disputato a Belves (Francia)
Sono stati El Fadil Soufyane e Barbara Cimarrusti, nelle rispettive classifiche, i migliori azzurri al Campionato Europeo dei 100 Km, che si è disputato a Belves in Francia. Per il team femminile è giunta anche una medaglia di bronzo a squadre. Clicca QUI per scaricare l'intera classifica con i tempi finali forniti dalla Federazione francese (FFA).

La squadra femminile italiana ha conquistato un prestigioso terzo posto al Campionato Europeo dei 100 Km, disputato oggi a Belves in Francia. Il risultato è stato raggiunto grazie al punteggio ottenuto con i piazzamenti individuali di Barbara Cimarrusti (10°), Marina Zanardi (12°) e Sonia Ceretto (17°), la squadra azzurra femminile è completata da Katia Alcherigi. (Nella foto le atlete azzurre sul podio insieme al coordinatore di specialità Maurizio Riccitelli).

Di seguito il comunicato della Fidal sul Campionato Europeo dei 100 Km:
La cittadina francese di Belvès ha proclamato i campioni europei della 100km. Dopo 6h53:14 l'oro maschile è andato allo spagnolo Asier Cuevas, seguito dal francese Michel Boch (6h56:49) e dal connazionale Jose Antonio Requejo (6h57:02). Tra le donne, invece, titolo confermato per la svedese Kajsa Berg, protagonista di un travolgente finale che l'ha portata al traguardo in 7h38:52. Argento alla russa Irina Antropova (7h42:52) e bronzo alla britannica Sue Harrison (7h48:12). A squadre la vittoria va agli uomini della Spagna davanti ai padroni di casa della Francia e alla Russia. Sesti gli azzurri con il miglior piazzamento di El Fadil Soufyane (17°/7h20:54) seguito da Paolo Bravi (24°/7h33:14), Daniele Palladino (25°/7h33:29), Antonio Armuzzi (42°/8h15:16), Andrea Bernabei (43°/8h15:17) e Michele Evangelisti (45°/8h40:56). L'Italia sale, invece, sul podio con il team femminile, medaglia di bronzo alle spalle di Russia e Svezia. Il risultato è stato raggiunto grazie alle performance individuali di Barbara Cimarrusti (10ª/8h15:15), Marina Zanardi (12ª/8h24:27) e Sonia Ceretto (17ª/8h44:42) con Katia Alcherigi a completare la squadra.
19 in tutti i Paesi che hanno preso parte alla ventiduesima edizione del campionato europeo. La rassegna dopo che per alcuni anni si era disputata in abbinamento a quella iridata, stavolta ha assegnato solo i titoli continentali. I Campionati del Mondo - dopo aver fatto tappa in Italia a Seregno nel 2012 con la terza vittoria in carriera di Giorgio Calcaterra - dovrebbero, infatti, disputarsi in autunno a Durban (Sudafrica).

lunedì 22 aprile 2013

Podismo e solidarietà a braccetto, torna '10mila passi per il cuore'

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Podismo e solidarietà a braccetto, torna '10mila passi per il cuore'
Si corre, come da tradizione, il 1° maggio la gara podistica organizzata dai Soci Coop che dopo Montevarchi e San Giovanni quest'anno fa tappa a Figline per la sua terza edizione
Podismo e solidarietà a braccetto, torna '10mila passi per il cuore'
Torna ‘10mila passi per il Cuore’, la gara podistica del 1 maggio, che, dopo Montevarchi e San Giovanni, nella sua terza edizione verrà corsa a Figline. La quota d’iscrizione sarà interamente devoluta alla fondazione Il cuore si scioglie Onlus.

Previsto un percorso competitivo da 10 chilometri inserita nel circuito Grand Prix Arezzo e una gara non competitiva da 5 chilometri, oltre a percorsi ridotti per le categorie giovanili. Lo scorso anno furono 256 i partecipanti alla gara competitiva e oltre 80 alle competizioni giovanili. La quota di iscrizione è di 8 euro. Tutti gli arrivati parteciperanno all’estrazione di 150 premi a sorteggio.

La gara è organizzata dalle sezioni Soci Coop di Montevarchi, San Giovanni e Figline in collaborazione con la Polisportiva Rinascita Montevarchi, l’Atletica Sangiovannese e l’Atletica Futura di Figline. Ritrovo fissato alle 8 alla Coop di Figline, partenza alle 9.15 per gli adulti e alle 10.15 per le categorie giovanili. 

domenica 21 aprile 2013

100 KM DELLA VAL D’ORCIA 2013

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 100 KM DELLA VAL D’ORCIA 2013
» del 13/10/2012
Sono iniziate ufficialmente le iscrizioni alla prima edizione della 100 km della Val D’Orcia.
Si svolgerà sabato 27  aprile 2013 e il centro di questo evento sarà Castiglione d’Orcia, piccolo comune a  sud di Siena che dalla sua celebre Rocca domina appunto il Parco artistico, naturale e culturale della Val D’Orcia.
L’idea di questa manifestazione viene dall’unione di intenti di tre conosciuti organizzatori di gare Trail e soprattutto sempre disposti a valorizzare i meravigliosi territori di cui disponiamo:
Aurelio Michelangeli ( già organizzatore di numerose gare trail, responsabile settore Trail running UISP e fondatore del circuito Park Trail)
Roberto Amaddii (inventore della Pasqua Ecotrail nel Comune di San Giovanni D’Asso, centro delle crete senesi)
Stefano Grigiotti (factotum dell’UISP Chianciano, organizzatore del giro della Val d’Orcia )
Questa gara va ad inserirsi nel ciscuito internazionale “Lost Worlds Series 100 Km” promosso  dal fotografo e trailers statunitense Tim Olmstron che si propone di far correre percorsi della distanza di 100 km nei parchi naturali patrimonio dell’Unesco, iniziato lo scorso anno con la “Causeway Crossing” in Irlanda.
Il percorso che unirà i principali comuni del Parco partirà appunto da Castiglion D’Orcia e attraverso carrarecce, sentieri , guadi e strade  bianche andrà verso Montalcino attraversando i popolari vigneti del “mitico” Brunello e attraversato il paese ridiscenderà  di nuovo verso l’Orcia costeggiando l’Abbazia di Sant’Antimo ancora guadi sul fiume Orcia e dopo 50 km si farà ritorno a Castiglion D’Orcia (traguardo della 50 km) poi via..verso  la grande immensa valle, dove l’agricoltura fa anche oggi bella mostra di sé e sembra che il mondo si sia fermato, risaliremo a Pienza, la città del Papa Pio II, i suoi vicoli, si attraverseranno le zone  famose nei film (il paziente inglese, il gladiatore ecc.), la valle di Triboli famosa per i suoi cipressi da cartolina, attraverseremo  San Quirico D’Orcia , Bagno Vignoni, famoso per le sue acque Termali e risaliremo a Castiglione D’Orcia per un dislivello positivo finale di 2800 mt circa.
Oltre alla 100 km individuale sono in programma una 50 km individuale e due tipi di staffette: la Twin Team 2x50 km e l’Express Team 4x25 km.
Questa manifestazione intende far conoscere e attraversare  luoghi ricchi di arte e storia,i meravigliosi borghi rimasti intatti nei secoli e  le zone dove si producono vini unici al mondo come il “Brunello” di Montalcino, il “Nobile” di Montepulciano e l’ottimo “Orcia”, formaggi come il pecorino di Pienza, prodotti tipici come le paste prodotte con il frumento di questa valle etc.
Il resto lo scoprirete “ strada facendo” ……un sogno lungo 100 km………..
info@valdorcia100km-tuscanycrossing.com

mercoledì 17 aprile 2013

Firenze per il Multistars 2013

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William Frullani (foto Colomboc/FIDAL)Si chiamerà Firenze Atletica Multistars e si svolgerà allo stadio Ridolfi il 2 e 3 maggio. L’idea di dare vita a questo evento di atletica è scaturita dalla proposta della società “Club 10+7” di trasferire dalla Lombardia a Firenze la 26esima edizione del Multistars, lo storico meeting internazionale di decathlon ed eptathlon che si è svolto per quattro lustri a Desenzano del Garda. Al termine della seconda giornata di gare delle prove multiple comincerà invece lo show ad invito dei migliori atleti toscani, una gara singola (probabilmente sulla distanza dei 150 metri) e le staffette con i quartetti azzurri, anche nel ricordo di Pietro Mennea. Fortemente voluto dagli organizzatori della Firenze Marathon, presieduta da Giancarlo Romiti, torna così a Firenze un evento internazionale di atletica. Una sorta di edizione zero che, nelle intenzioni degli organizzatori, ripercorrerà la strada del meeting promosso negli anni 70 e 80 da Giuliano Tosi. Manifestazione che vide calcare la pista dello stadio allora Comunale (poi Franchi) i più grandi campioni, da Mennea a Carl Lewis, da Alessandro Andrei a Sebastian Coe che vi stabilì il record del mondo sugli 800 il 10 giugno 1981 (imbattuto fino al luglio 1997).

La doppia data è già inserita nel calendario nazionale, giovedì 2 e venerdì 3 maggio. L’ossatura del meeting sarà quindi costituita dalla kermesse internazionale con i migliori specialisti di prove multiple. Ma sarà anche un vero e proprio festival dell’atletica perché durante la due giorni saranno contemporaneamente organizzate gare giovanili, regionali e nazionali.
La presentazione del meeting (foto Organizzatori)La presentazione del meeting (foto Organizzatori)
Giovedì mattina una manifestazione promozionale scolastica (Scuole Medie), giovedì pomeriggio un trofeo triangolare promozionale dei Centri di Avviamento delle 3 società fiorentine organizzatrici (categoria Esordienti C); venerdì pomeriggio invece la manifestazione promozionale riguarderà la categoria Esordienti A e B. Sempre venerdì pomeriggio ci sarà l’annuale premiazione di Firenze Marathon alle Promesse dell’atletica, ovvero gli atleti della società medagliati ai Campionati Italiani nel 2012. Inoltre dopo la conclusione del Multistars, venerdì, ci saranno una serie di gare di atletica individuali a carattere nazionale. Per finanziare l’evento, oltre all’impegno economico di Firenze Marathon, ci sarà la collaborazione dei tre sponsor principali, da sempre vicini all’atletica: la Zerneri Acciai, storico testimonial dell’evento di Desenzano, Conad e Asics, a cui si sono affiancati anche Petrolgas e Ricoh.

OGGI LA PRESENTAZIONE - Oggi l’evento è stato presentato in Palazzo Vecchio a Firenze dal vicesindaco e assessore allo sport del Comune Stefania Saccardi, da Giancarlo Romiti, presidente del Comitato organizzatore di Firenze Marathon e da Gianni Lombardi, presidente del Club 10+7, che organizzano l’evento in collaborazione con alcune delle principali realtà atletiche di Firenze rappresentate dai rispettivi presidenti. Con loro anche i rappresentanti delle società di atletica fiorentine coinvolte nell’organizzazione: Franco Lachi per gli Assi Giglio Rosso, Giorgio Cantini presidente dell'Atletica Firenze Marathon, Rinaldo Calcini per la Prosport Firenze. Presenti anche Eugenio Giani delegato provinciale del Coni, Alessio Piscini, presidente della FIDAL Toscana, Giovanni Carniani, presidente del Comitato provinciale Fidal di Firenze e Riccardo Calcini, ex azzurro di prove multiple e direttore tecnico del meeting.

(da comunicato stampa Organizzatori)
- XXVI Multistars - Trofeo Zerneri Acciai

domenica 14 aprile 2013

24 Ore: assegnati i titoli 2013

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I nuovi campioni italiani di 24 Ore sono Vasile Frigura (Cicciano Marathon) e Patrizia Negri (Atletica 92 Ventimiglia). I due ultramaratoneti si sono aggiudicati la quinta edizione della 24 Ore di Torino, prova internazionale di corsa su strada endurance organizzata dall'Asd Il Giro d'Italia Run presso il Parco Ruffini di Torino. Partiti sotto un sole quasi estivo, alle 10 di sabato 13 aprile, hanno completato la loro fatica alla stessa ora di domenica 14 aprile. Il rumeno naturalizzato italiano Vasile Frigura, 50 anni, già tricolore nel 2011 a Fano, ha corso per 202,417 Km – in linea d'aria, la distanza che separa Torino da Brescia – sul percorso di un chilometro (misurato e omologato FIDAL) tracciato lungo i viali alberati del parco. Il tutto senza mai fermarsi, nemmeno per mangiare o per dormire: “Il segreto per vincere una 24 Ore è allenarsi di notte. Io corro sei notti a settimana, fino alle 6 del mattino. Adesso mi sento così bene che potrei addirittura disputare un'altra ultramaratona”. Secondo gradino del podio per Adriano Scaglione (Gruppo Interforze) con 198,090, terza piazza per Tarcisio Fresia (Ermenegildo Zegna) con 194,621.
Tra le donne successo a sorpresa della ligure Patrizia Negri (Atletica 92 Ventimiglia), 55 anni, che nell'arco delle 24 ore ha coperto 155,057 Km: “Mi sono fermata un'ora e mezza prima della conclusione, perché ormai ero irraggiungibile per le mie avversarie. Ho centrato il mio obiettivo di correre 150 km, non pensavo di conquistare addirittura il titolo tricolore di specialità”. Secondo gradino del podio per Cristina Borra (Il Giro d'Italia Run) con 148,057 km, terza Adele Rasicci (Atletica Estense) con 141, 878 km.
Questi i risultati delle gare di contorno. La prova a staffette (squadre composte di otto elementi) è andata agli Alpini di Trofarello con 307 km, seguiti dal Gruppo Interforze con 296 km e dai Red and Furious con 294 km. La vittoria della prova sulle 6 ore è invece andata a Nerino Paoletti (Maratolandia) con 74,024 km, secondo Giovanni Surico (USSM) con 67,667 km, terzo a sorpresa Giorgio Monasterolo (Porte) con 63,151 Km.Tra le donne successo di Monica Conterno (Dragonero), che nell'arco delle 6 ore di gara ha coperto 59,852 Km, secondo gradino del podio per Paola Vercellotti (Il Giro d'Italia Run) con 54,854 km, terza piazza per Manuela Musu (Iglesias) con 54,092 km. La prova sui 100 Km ha infine visto il successo del cuneese Paolo Rovera (Dragonero) che ha fermato il cronometro dopo 8h44:43 precedendo l'altro azzurro di ultramaratona Antonio Tallarita (Podistica Biasola) e l'italo-argentino Pablo Barnes (Atletica Varazze). Virginia Oliveri (Atletica Varazze) si è invece aggiudicata la corsa rosa in 10h41:49.
(foto e comunicato stampa Organizzatori)
SEREGNO - Sempre a proposito di ultramaratona, i vincitori dell'edizione 2013 della 100km di Seregno (MB) sono Francesco Milella (Bio Ambra New Age) 7h16:51 e la croata Marija Vrajic 8h16:09. Secondi posti per Marco Bonfiglio (Verde Pisello Group Milano/7h23:20) e Monica Barchetti (Pod. Lippo Calderara/8h49:56), mentre terzi sono finiti Marco Lombardi (Libertas Runners Livorno/7h59:39) e Maria Ilaria Fossati (Road Runners Club Milano/9h38:07).
MEZZE MARATONE - Così i due appuntamenti sui 21,097km di domenica 14 aprile. A San Benedetto del Tronto (AP), 1392 atleti al traguardo della XV Maratonina dei Fiori vinta dal keniano William Kibor (GP Parco Alpi Apuane) in 1h02:21 davanti ai marocchini Cherkaoui Laalami (Running Club Futura/1h05:39) e Abdelaziz El Makhrout (Athletic Terni/1h05:42). Kenya leader anche tra le donne grazie ad Hellen Jepkurgat (Running Club Futura), senza rivali in 1h12:04. Alle sue spalle la seguono nell'ordine le due portacolori della Corradini Excelsior, Ivana Iozzia (1h18:26) e Laura Ricci (1h20:38). A Sorrento (NA), invece, ad aggiudicarsi la XIV MareMonti sono stati Isamil Adim (NapoliNord Marathon) in 1h07:30 e Lucia Avolio (Napolinord Marathon) in 1h33:19. Sul podio anche Mohammed Lamiri (Eco Maratona dei Marsi/1h11:01) e Gianluca Piermatteo (Mov. Sport. Bartolo Longo/1h12:01) tra gli uomini, e Gioconda Di Luca (Amatori Vesuvio/1h33:24) e Teresa Galano (Atl. Scafati/1h35:08) in campo femminile.
PER LE DONNE - Due gli eventi di corsa, a sfondo sociale, dedicati alle donne. Il 70 per cento del ricavato netto delle iscrizioni della Trieste Women Run andrà a valorizzare progetti di alto profilo approvati dalle amministrazoni locali, sostenendo concretamente l'attività dei centri antiviolenza femminili Goap e Casa La Madre di Trieste. Testimonial della manifestazione la maratoneta azzurra Anna Incerti. A ribadire il senso dell'iniziativa, l'abbraccio tra sei atlete Valentina Bonanni, Alessandra Lena, Elisabetta Giacomelli, Daniela Da Forno, Isadora Castellani e Giulia Schillani che hanno attraversato insieme la linea del tragiardo. Successo di partecipazione questa mattina a Firenze per la seconda edizione dell'Avon Running, la corsa per sole donne, che si è svolta con partenza e arrivo in piazza Santa Maria Novella con ricavato devoluto ad Artemisia per il suo impegno a favore di donne e bambini vittime di violenza ed organizzazione tecnica curata da Firenze Marathon. Quasi duemila le donne al via, tra la competitiva di 9,3 km e la non competitiva di 5,4. Per quanto riguarda la gara agonistica a prevalere è stata la ruandese Angeline Nyransabimana (US Quercia Rovereto) che ha chiuso in 37:02. Seconda è stata Sara Emily Bulukin (Panche Castelquarto), svedese che vive in Italia dal 1999, davanti a Chiara Giachi (Atletica 2005 Colle Val D'Elsa).

Avon Running: L’abbraccio di Firenze alla Corsa delle Donne

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L’abbraccio di Firenze alla Corsa delle Donne

Applauditissima la madrina Serena Dandini che ha premiato la terna della 10 km: davanti a tutte la Nyransabimava seguita dalla Bulukin e dalla nostra Giachi. Ben oltre le duemila unità le partecipanti ad Avon Running a passo libero:il ricavato per intero destinato ad Artemisia Onlus per il suo impegno a favore di donne e bambini vittime di violenza
Una simpatica atleta di colore, ugandese ma da anni italianizzata, accasata per la Quercia Rovereto, Angeline Nyransabimava, è la vincitice della 10 km agonistica di Avon Running, di scena a Firenze in una giornata da cartolina. Alle sue spalle la svedese anch’essa molto tricolore Emili Sara Bulukin e la nostra Chiara Giachi. Sfiorato, con 37’ 02” il primato della scorsa edizione, di due secondi inferiore ma su percorso non confrontabile.
Gran folla in Piazza Santa Novella per le p rove volute da Avon Cosmetics che hanno registrato oltre duemila partecipanti alla gara a passo libero sui 5 km e 300 metri riservate a donne di ogni età e capacità. Chi di gran carriera, chi di buon passo, chi semplicemente di passo per arrivare in fondo chiacchierando con amiche di vecchia data o appena conosciute.
Tutto ha contribuito alla buona causa di Avon Running Firenze, che destina il ricavato ad Artemisia, la Onlus del territorio che si occupa del contrasto alla violenza sulle donne e i minori.
Gran successo personale di Serena Dandini, apprezzatissima madrina di Avon Running Firenze, che ha testimoniato la sua consonanza con Avon per le battaglie sociali che conduce in tutto il mondo. Con il suo spettacolo teatrale “Ferite a morte”, un lavoro sul femminicidio tratto dall’omonimo suo libro, sta girando non solo l’Italia. A giugno sarà a Bruxelles, al Parlamento Europeo, a rappresentarlo (in franc ese e in inglese) perché il tema è purtroppo transnazionale, a novembre sarà all’Onu, al Palazzo di Vetro, con identico compito, il risveglio delle coscienze.
Il prossimo appuntamento di Avon Running si concretizzerà a Milano, nel week end del 18-19 maggio, per la sedicesima edizione della Corsa che nel capoluogo lombardo convoglia sempre un gran numero di partecipanti. Lo scorso anno oltre diecimila donne hanno colorato il centro e il Parco Sempione, teatro delle due prove.
Avon - The Company for Women - è un’azienda multinazionale leader nel mondo della bellezza, con quasi 11 miliardi di fatturato annuo. Essendo una delle più grandi Aziende di vendita diretta, Avon ha più di 6 milioni di Presentatrici indipendenti. I prodotti Avon sono disponibili in oltre 100 paesi, e la gamma comprende il make up, la cura della pelle, le fragranze ma an che prodotti moda e per la casa, con brand conosciuti come Avon Color, ANEW, Skin-so-Soft e Advance Techniques. Per saperne di più sull’Azienda e sui prodotti visita il sito www.avon.it


Ordine d’arrivo 10 km

Angeline Nyansabimava km 10,400 in 37’ 02”
Sara Emily Bulukin
Chiara Giachi
Anna Laura Mugno
Rosa Cusello
Patrizia Deiana
Fulvia Fallani
Milena Megli
Hodan Mohamud
Pamela Cioni

In allegato il comunicato, una foto della partenza della 5km, uno scatto di Serena Dandini con Marco Midali - Presidente Avon Italia - e il podio che vede - partendo da sinistra - Federica Giuliani, Serena Dandini, Roberta Gavagna, Marco Midali e Giancarlo Romiti - Presidente Firenze Marathon - oltre a Bulukin 2° classificata, Nyansabimava vinvitrice e Giachi 3° classificata

Firenze, 14 aprile

UFFICIO STAMPA AVON RUNNING 2013

p.s. io me la sono cavata! ^_^ terza corsa competitiva del 2013 tutte corte e tutto OK ... mi diverte essere ritornata nella mischia. Grazie ad Artemisia per quel che fa per le donne per noi tutte ...

sabato 13 aprile 2013

E ANCHE NEL DESERTO BALOTELLI FA NOTIZIA

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E ANCHE NEL DESERTO BALOTELLI FA NOTIZIA
testo di Ugo Cennamo
Anni fa, di poco sotto gli anta, di ritorno dalla maratona di New York, fui convocato dal direttore di allora, noto opinionista sportivo, poi passato alla guida di un importante quotidiano del settore. Mi chiese quanto ero arrivato in classifica generale e, con un certo orgoglio, gli dissi poco sopra alla millesima posizione in tre ore e dieci minuti. «Non mi interessa, se fossi arrivato tra i primi è un conto, ma cosi...», mi liquidò. Questa è la tipica mentalità che governa l'informazione sportiva italiana, a differenza di quello che accade in Francia, Inghilterra, Spagna per non parlare di Stati Uniti e di Australia. Le nostre aperture sono sempre e solo dedicate al calcio anche quando le notizie sono non notizie. E se chiedi perché, ti diranno sempre che gli altri sport non tirano, figuriamoci poi quelli individuali. Io ho avuto modo di raccontare le mie gare, elemosinando spazi qua e là, non tanto per parlare di vincitori e di vinti, ma per cercare di descrivere universi sconosciuti ai più, soprattutto agli italiani, sportivi risaputamente sedentari, più che altro tifosi. E oggi, che ho concluso in tarda serata la 42 chilometri della Marathon des Sables, quinta e ultima tappa della corsa più seguita nel mondo (tranne che in Italia, ovviamente) voglio raccontare la storia di due campioni veri. La prima è quella di Filippo Antonio Salaris, 39 anni, originario di Alghero, settimo l'anno scorso, che ha ottenuto un ottimo quarto posto, perdendo il podio per una manciata di minuti all'ultima tappa. Nella vita di tutti i giorni è un affermato costruttore edile, un tipo che trova comunque il tempo per allenarsi quotidianamente, dedicarsi alla moglie e ai figli. Quanti giornali avranno in pagina una breve per sottolineare l’impresa di questo autentico esempio che tutti, pur con i loro limiti, farebbero bene a seguire? Di certo non il quotidiano del mio ex direttore che sarà troppo preso dallo sport nazionale per raccontare la storia di un uomo semplice e pulito che intende lo sport come una passione e non come un business. La seconda è quella di Mohamed, trentenne atleta marocchino, che ha percorso i 220 chilometri della Sables servendosi di due stampelle e la sola gamba sinistra perché ha perso la destra in un incidente. Metro dopo metro, senza mai demoralizzarsi, sorridente, motivato e deciso a raggiungere il suo obiettivo,seguito dalle tv del mondo, tranne da quelle italiane, ovviamente. Nothing is impossible, recitava uno straordinario slogan pubblicitario di un noto marchio sportivo. Questo è il motivo per cui sono qui e martedi in ufficio. La Marathon des Sables non è una prova per super uomini o super donne, ma semplicemente una straordinaria occasione per temprarsi, un esercizio fisico, ma anche spirituale. In Italia certe storie non piacciono, fanno vendere di più i divi del calcio. D'altronde se si propongono solo questi... Ma al mio ex direttore farà piacere sapere che i bambini nel deserto, quelli che sbucano all'improvviso nei luoghi più impensati, quando vedono un tricolore chiedono di Balotelli, mentre quindici anni fa il loro idolo era Vialli. Potere dei media. Ma cambiare registro farebbe bene allo sport e, soprattutto, alla salute degli italiani.

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Filippo Antonio Salaris, consolato da Patrick Bauer al traguardo

mercoledì 10 aprile 2013

ELBA TRAIL 2013 – LIVORNO (LI)

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Domenica si alza il sipario sul Salomon Trail Tour 2013

Mancano ormai poche ore alla sesta edizione dell’Elba Trail, uno degli appuntamenti più amati nel panorama trail running italiano....
Alle sei del mattino di Domenica 14 Aprile saranno in 330 i concorrenti che prenderanno il via dal lungomare di Marciana Marina per affrontare un percorso che ancora più degli anni scorsi offrirà un mix affascinante di durezza, tecnicità e spettacolarità.
59,7 chilometri con 3511 mt di dislivello positivo metteranno a dura prova i muscoli degli atleti impegnati, che prima di ritornare a Marciana Marina dovranno attraversare l’isola e raggiungere la vetta del Monte Capanne, che a dispetto dei “soli” 1019 mt di altitudine potrebbe essere ostico quanto certe vette dolomitiche.
Da Marciana Marina gli atleti raggiungeranno Marciana, quindi proseguiranno verso la Madonna del Monte per poi, dopo lo spettacolare passaggio al semaforo di Campo alle Serre (un vecchio edificio della Marina Militare ormai diroccato su di un colle che domina il mare), affronteranno la discesa tecnica che li porterà a Chiessi; da li risaliranno verso il colle San Bartolomeo, un D+500 a tratti verticale, subito seguito da un D-500 che li riporterà a livello del mare a Pomonte, dove troveranno un ristoro ed un check chip.
Il secondo settore porterà i concorrenti da Pomonte al Monte Perone; saliranno lungo la valle di Pomonte (la valle più ampia dell’isola) fino a raggiungere il colle della Grottaccia, quindi proseguiranno fino a raggiungere S.Piero.
Dal San Piero torneranno a salire per raggiungere prima i ruderi della Pieve di San Giovanni e quindi quelli di San Francesco, poi, lungo un inedito tratto arriveranno finalmente al Monte Perone, dove sarà allestito un ulteriore ristoro ed il secondo check chip.
Dopo il ristoro i concorrenti affronteranno finalmente il terzo ed ultimo settore della gara; i due chilometri in facile discesa sull’asfalto serviranno forse a rilassare i muscoli in vista degli ultimi sforzi. Dal 42° chilometro infatti inizierà l’ultima lunga salita, inframezzata da vari saliscendi, che porterà gli atleti ai piedi del Monte Capanne, e quindi, dopo aver affrontato il tratto attrezzato da corda fissa (presidiato dal Soccorso Alpino) a raggiungere i 1029 mt della vetta.
L’ultima discesa verso l’arrivo sarà estremamente tecnica (il francese del team Quechua Talotti fu li che si assicurò la vittoria lo scorso anno), ma dopo pochi chilometri varierà in sentieri sottobosco e strade forestali fino al transito dal Romitorio di San Cerbone.


Un veloce passaggio nel centro medievale di Poggio e poi gli ultimi 5000 metri per raggiungere finalmente e nuovamente il lungomare di Marciana Marina.
Di qualità anche il parco partenti, con i nomi di spicco di Fulvio Dapit, Sergio Vallosio, Stephanie Jimenez e Alessandra Carlini; numerosi i possibili outsiders, tra cui spicca il còrso Guillaume Peretti, che vanta due secondi posti assoluti consecutivi nel durissimo Restonica Trail, dietro al grande Dawa Sherpa, ma davanti (come nel 2012) ad atleti del calibro di Ludovic Pommeret e di Vincent Delebarre.
Un altro punto a vantaggio del francese potrebbe essere la tecnicità dei sentieri elbani, molto simili a quelli della Corsica.


Di contorno all’Elba Trail si svolgerà la 7000 passi, un mini trail di 14 km che vedrà al via altri 200 concorrenti.
Come consuetudine l’Elba Trail e tutte le manifestazioni ed iniziative correlate avrà lo scopo di raccogliere fondi per la Onlus Amici del Madagascar, fondi che saranno finalizzati al completamento del complesso scolastico di Manakara.
La gara clou potrà essere seguita tramite il servizio Trail Live di Wedosport, altri aggiornamenti sulla pagina Facebook ElbaTrail.

domenica 7 aprile 2013

Marco Travaglio ci ricorda chi è Emma Bonino

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Marco Travaglio ci ricorda chi è Emma Bonino

L'editoriale di oggi ripercorre la carriera politica della Radicale, possibile Presidente della Repubblica
Sul Fatto Quotidiano di oggi Marco Travaglio analizza, ripercorrendola, ripercorre la carriera politica di Emma Bonino, in vista di una possibile candidatura al Quirinale. Riportiamo di seguito alcuni estratti:
 Da sempre radicale, si è poi candidata nel '94 con Forza Italia fondata da Berlusconi, Dell'Utri, Previti & C., e col centrodestra berlusconiano è rimasta alleata, fra alti e bassi, fino alla rottura del 2006, quando è passata al centrosinistra. Ha ricoperto le più svariate cariche: deputata, senatrice, europarlamentare, commissario europeo, vicepresidente del Senato, ministro per gli Affari europei nel governo Prodi.

Nel '94, quando si candidò per la prima volta con B., partecipò con lui e la Parenti a un comizio a Palermo contro le indagini su mafia e politica. Poi, appena eletta, fu indicata dal Cavaliere assieme a Monti come commissario europeo. Il che non le impedì di seguitare l'attività politica in Italia, nelle varie reincarnazioni dei radicali: Lista Sgarbi-Pannella, Riformatori, Lista Pannella, Lista Bonino. Nel '99 B. la sponsorizzò per il Quirinale, anche se poi confluì su Ciampi. Ancora nel 2005, alla vigilia della rottura, la Bonino dichiarava di "apprezzare ciò che Berlusconi sta facendo come premier" (una legge ad personam dopo l'altra, dalla Gasparri alla Frattini, dal lodo Schifani al falso in bilancio, dalla Cirami alle rogatorie alla Cirielli) e cercava disperatamente un accordo con lui.

Alle meritorie campagne contro il finanziamento pubblico dei partiti, fa da contrappunto la contraddizione dei soldi pubblici sempre chiesti e incassati per Radio Radicale. Nel 2010 poi la Bonino fece da sponda all'editto di B. contro Annozero : il voto radicale in Vigilanza fu decisivo per chiudere i talk e abolire l'informazione tv prima delle elezioni. Con tutto il rispetto per la persona, di questi errori politici è forse il caso di tenere e chiedere conto.
www.cadoinpiedi.it 

lunedì 1 aprile 2013

Tesconi: le foto nel mirino

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Tesconi: le foto nel mirino

La medaglia d'argento di Londra nel tiro con la pistola chiude la sua prima "personale" come fotografo. I manicomi dismessi al centro del suo obbiettivo.
Tesconi (primo a sinistra) esulta dopo aver conquistato la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Londra 2012 (Reuters). In fondo si tratta sempre di mirare bene. Da 10 metri, con la pistola ad aria compressa, come con la macchina fotografica. Luca Tesconi, 31 anni, medaglia d’argento olimpica nel tiro a segno, ha chiuso ieri, a Palazzo Panichi di Pietrasanta, in collaborazione con Gestal Gallery, la sua prima mostra fotografica personale: si chiama “Non luogo” e racconta gli ex manicomi dismessi. A Londra 2012 è stato il primo italiano a salire sul podio, la rassegna ha rivelato un suo lato inatteso. Tesconi la definisce un viaggio negli stati della mente...

“Perchè tratta di pazzia e demenza", racconta il tiratore toscano: "Sono entrato nelle strutture che una volta erano chiamate manicomi, furono chiusi con la legge Basaglia numero 180: dal 1978 i malati psichiatrici sono affidati ai servizi territoriali. Sono stato in 6 complessi ormai dismessi in Toscana, Lazio, Emilia e Lombardia. Li ho visitati in due anni, trattenendomi per 5-6 ore ciascuno, con la mia ex fidanzata Francesca, di professione aiuto fotografa”.
 
Sono 35 immagini divise in 7 sale, come se il visitatore entrasse proprio in un padiglione medico.
“Ci sono “l’entrata”, “le attese” e poi “l’anamnesi”, ovvero le diagnosi, le terapie e le cartelle cliniche: c’era chi soffriva di leggeri principi di schizofrenia, si vedono lastre e prescrizioni di medicinali. Poi “i passaggi” e “le scritte”: graffiti forti, che mi hanno emozionato”.

- Perché una sala è intitolata bestie?

“Sono altri graffiti, riguardano sette sataniche e messe nere. In qualche stanza ho trovato raffigurati demoni, come la capra a due teste, magari qualcuno se li sentiva dentro. L’ultima tappa si chiama solitudine”.

- Chi l’ha guidata, in quelle sue esplorazioni?

“Ero entrato di nascosto, con sotterfugi, del resto sono posti abbandonati. In uno dopo 6 ore non trovavamo più l’uscita: le finestre hanno le sbarre, le porte sono murate e si ripetono tutte uguali, in ogni stanza. Il telefonino non prendeva, come un film horror: vagammo per altri 45 minuti, finchè tornammo indietro, all’unica finestra da cui eravamo entrati”.

- Chissà come batteva il cuore...

“Persino più che in gara. Ma è comprensibile, dopo tanti giri all’interno, anche al buio. In generale abbiamo trovato tracce del male di vivere, espresse anche attraverso disegni e schizzi di sangue. Le pareti di certe stanze raccontano storie davvero terrificanti".

- Perchè un percorso così inconsueto?

“Volevo compierlo da tempo, ho sempre sognato di esplorare questi luoghi. Fin da bambino sono rimasto colpito dai racconti di mio padre Mauro: oggi ha 64 anni, faceva il rappresentante di psicofarmaci al manicomio di Maggiano, sempre in provincia di Lucca”.

- Le ha trasmesso anche la passione per le armi?

“Da ragazzo si allenava, riprese 12 anni fa e mi portò con sè al tiro a segno: adesso ha un bed and breakfast, il Cortepattana, nel centro storico di Pietrasanta, assieme a mia madre Marzia, 60 anni”.

- E com’è sbocciata la passione per le foto?

“Quando mi regalò la mia prima macchina, una vecchia Minolta a rullino. Avevo 16 anni, ero in seconda superiore all’istituto d’arte Stagio Stagi: presi il diploma e iniziai l’accademia di scultura a Carrara, con la partenza per il servizio militare avevo interrotto gli studi. Ora ho una Nikon e ogni tanto mi porto anche la vecchia fotografica”.

- Cosa la affascinava di quei racconti degli ex manicomi?

“Le grandi sale e le porte blindate, i mille controlli da compiere. I medici giravano con il carrello dei farmaci e i malati erano in fila con gli occhi sbarrati: sembrava che a qualcuno avessero spento il cervello; alcuni chiedevano una sigaretta e la finivano in una tirata. E papà non vedeva mai i pazienti più pericolosi, perchè erano legati al letto, in stanze più segregate”.

- Per questa “Non luogo” ha tratto ispirazione anche dai libri di Mario Tobino, scomparso nel 1991...

“Era stato direttore dell'ospedale psichiatrico di Lucca, in particolare nel reparto femminile. Gli ultimi dubbi svanirono leggendo “Marta che aspetta l'alba”, di Massimo Polidori, è il racconto di una infermiera proprio di un manicomio”.

- Cosa le hanno lasciato quei 6 viaggi nei luoghi della sofferenza?

“Ricorderò sempre le sbarre alle finestre e le porte blindate con gli spioncini da dieci centimetri, erano l'unico contatto con l'esterno. E poi le lettere che i malati spedivano e non venivano mai recapitate”.

- Trovò anche le missive di uno scultore toscano fatto rinchiudere dal padre benché sano.

“Accadde un secolo fa, dopo un violento litigio. L’anziano, pure scultore, era dedito all'arte sacra, mentre il figlio preferiva lo stile futurista o alla Modigliani: restò dentro a vita, passava il tempo a scrivere e a disegnare momenti degli altri ricoverati; il mio prossimo lavoro sarà dedicato proprio a lui”.

- Intanto continuerà a tirare.

“Vorrei tornare sul podio a Rio de Janeiro 2016 e resistere sino all’Olimpiade successiva”.

- In fondo “to shoot” in inglese significa fotografare e pure sparare...

“E’ la mia vita, da carabiniere, per il centro sportivo di Roma. Impugno la pistola o la macchina fotografica e fisso un obiettivo, dettaglio o bersaglio che sia. E poi sparo o scatto”.

- A Londra gareggiò nel primo giorno di Olimpiadi, poi chissà quanto avrà fotografato...

“Un centinaio di immagini. Mi piacerebbe produrre un reportage sportivo, il backstage di una gara: raccontare il prima e il dopo, ovvero come ti prepari e poi magari piangi perchè è andata male o hai vinto. Insomma momenti intimi, che in genere confido al mio allenatore Marco Masetti, di Bologna”.

- Cos’altro la cattura, come fotografo?

“A Bangkok ho immortalato le strade, momenti di vita nella capitale della Thailandia”.

- E più vicino?

“Il Carnevale di Viareggio e Lucca Comics. Vivo a Pietrasanta escluso una settimana al mese, a Milano in ritiro con la nazionale. Nel tempo libero gioco a tennis, praticavo aikido, arte marziale che sfrutta l’energia dell’avversario a proprio favore: si usa molto la respirazione, aiuta anche nel tiro a segno”.

Vanni Zagnoli

 31/03/2013
Tesconi (primo a sinistra) esulta dopo aver conquistato la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Londra 2012 (Reuters).

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"IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI" è una campagna promossa da Spirito Trail e rivolta a tutti i veri trailers, atleti e organizzatori, per tutelare l'ambiente e la natura. Troppo spesso durante le gare si vedono sul tracciato rifiuti lasciati dai partecipanti. Una maggiore sensibilizzazione servirà a far capire a tutti che le corse trail non possono prescindere da questa semplice regola: non si gettano rifiuti per terra! Aiutateci a diffondere questo messaggio alle vostre gare, con i vostri siti, i vostri blog, o semplicemente con il passaparola... E i runnerspercaso aggiungono "Corriamo Etico, Pulito, Non usiamo bestemmie e blasfemie prima durante e dopo le gare... Aiutiamo gli altri, sempre anche quando vai a tutta birra in una discesa...

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Se non puoi correre, cammina...

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un' altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
.
Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

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I prossimi impegni incalzano, a cominciare da tutte le ultramaratone! Perciò chi desidera da settembre in poi la consulenza e l'aiuto di Denise Quintieri-Runnerspercaso, consulenze gare, pubblicità sul sito, sul forum, banner locandine gare, Ufficio stampa e fotografa e videoamatore, deve almeno corrispondere il rimborso spese "vive" viaggio ... + eventuale pernotto. Tutti si fanno corrispondere qualcosa, i soldi vivi, o materiale, oppure pettorali da rivendersi sui propri siti, sponsor vari che danno qualcosa, magari prodotti ecc.
Noi (io) chiediamo solo rimborso spese vive, treno o bus che sia + pernotto. Nient'altro! Diversamente non ci cercate, non si può andare in gir aggratis e a proprie spese in giro per l'Italia e solo per "amicizia!"!